Il microbioma di mamma influenza la salute del bambino

 
 

Diventare madre è un compito denso di responsabilità, e tra queste quella di prendersi cura del proprio corpo in modo da donare maggiore salute possibile al nascituro. I risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Cell Host and Microbe suggeriscono che anche il microbioma materno sia importantissimo, in quanto trasmesso in modo diretto fino dai primi momenti di vita, nelle varie fasi del parto naturale, nell’allattamento al seno e nel contatto “pelle a pelle”.
Il microbioma è “l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi di un ambiente definito”. Sempre più numerose evidenze scientifiche sottolineano come l’equilibrio della flora batterica sia cruciale per diversi aspetti. 
Un nuovo tassello, anche se ancora da approfondire con ulteriori ricerche, è stato ora posto da questo studio, coordinato dal Centro di Biologia integrata dell’Università di Trento in collaborazione con l’Ospedale Santa Chiara di Trento, che ha valutato 25 coppie mamma/bimbo.
Grazie a nuove tecniche, anche bioinformatiche, sono stati identificati i microrganismi che compongono il microbioma, e ne è stata mappata la trasmissione durante i primi giorni e mesi di vita nel neonato. Va sottolineato che ogni persona è caratterizzata non solo dal patrimonio genetico, ereditato dai genitori, ma anche dal microbioma, composto da numerosi batteri, virus e funghi che popolano il corpo, che potenzialmente può coadiuvare lo stato di salute o esporre a determinate malattie. 


La sua mappatura è oggi possibile grazie alla metagenomica, un metodo biotecnologico che dalle feci, dalla saliva, o da tamponi cutanei o vaginali di una persona (in questo caso la partoriente e il neonato) consente di risalire ai microorganismi presenti attraverso il sequenziamento del loro materiale genetico e l’analisi informatica dei dati.
È emerso che i batteri provenienti dalla madre colonizzano il neonato in modo più duraturo rispetto a quelli provenienti da altre sorgenti (come l’ambiente circostante). 
Si tratta di un’importante informazione, preziosa per capire meglio il processo di acquisizione del microbioma, del suo impatto sulla salute del bambino, e del ruolo del parto naturale, dell’allattamento al seno e del contatto pelle a pelle.
Si è visto che tutti i microbiomi campionati dalle diverse locazioni corporee della madre contribuiscono in modo diretto allo sviluppo del microbioma del neonato. Inoltre è più facile che questi microrganismi rimangano stabilmente rispetto a quelli acquisiti da altre fonti.

Mamma, attenzione all’equilibrio della flora batterica
È dunque una nuova e importante responsabilità della madre prendersi cura di sé, e in particolare dell’equilibrio della propria flora batterica.
Va tenuto presente anche che alcune condizioni, come le terapie antibiotiche o lo stress, possono alterarla.
La gravidanza può essere un momento di tensioni e preoccupazioni, e lo stress psicologico può in particolare ridurre la presenza di lactobacilli, batteri buoni che colonizzano non solo il tratto intestinale, ma anche quello vaginale.
Integrare la dieta con probiotici e prebiotici può rappresentare un’abitudine salutare sia per ottenere un benessere generale sia per salvaguardare l’equilibrio della propria flora batterica.
Importanti anche i prebiotici, fondamentali per favorire lo sviluppo selettivo dei batteri intestinali “buoni” che tengono in equilibrio quest’organo. 
La combinazione di probiotici e prebiotici stimola positivamente il sistema immunitario, migliora la funzionalità intestinale e contribuisce a ripristinare la biodiversità del microbioma proteggendo contro i batteri patogeni intestinali.



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