Sindrome del tunnel carpale: un aiuto dalla L-acetilcarnitina

 
 

La L-Acetilcarnitina (LAC) ha recentemente confermato di poter apportare visibili miglioramenti nei pazienti con sindrome del tunnel carpale di grado lieve-moderato.  Lo studio è stato condotto in Italia dai centri di neurologia del Policlinico Gemelli di Roma, dell’Ospedale Niguarda di Milano, dell’Università di Genova e de La Sapienza di Roma, su 85 pazienti fra i 15 e i 65 anni d'età. I risultati confermano che la LAC non solo è utile se assunta nello stato iniziale della sindrome, ma potrebbe essere in grado di ritardare l’intervento chirurgico quando la patologia è in uno stadio molto avanzato. Uno studio di real life che ha coinvolto più di 1.000 pazienti ha a sua volta riconosciuto l’efficacia e la tollerabilità della L-Acetilcarnitina nella riduzione del dolore e quindi nel miglioramento della qualità di vita in pazienti con sindrome del tunnel carpale, con lombosciatalgie e cervico-brachialgie. È quanto emerso dal Forum On Peripheral Neuropathies che ha recentemente riunito a Praga oltre 200 specialisti.

La sindrome del tunnel carpale si verifica quando aumenta la pressione o lo schiacciamento su un nervo contenuto in un canale del polso, il tunnel carpale, appunto. I sintomi si manifestano, nelle zone innervate, con intorpidimento e formicolio alle prime dita della mano, talvolta accompagnato da dolore, soprattutto di notte. Nei casi più avanzati possono comparire anche debolezza e deficit motorio, che possono anche ridurre le capacità di afferrare saldamente gli oggetti. La sindrome del tunnel carpale è la neuropatia compressiva più frequente, e la sua prevalenza varia ampiamente tra 2 e 5%, con valori maggiori se diagnosticata utilizzando uno studio di conduzione nervosa (NCS) rispetto all'esame clinico. Tali valori si riferiscono alla popolazione generale; ovviamente alcune categorie lavorative specifiche raggiungono una maggiore prevalenza.

La LAC è una molecola derivata dall’acetilazione dell’aminoacido carnitina nei mitocondri. L’acetilazione della carnitina consente di attivare il CoA e facilitare l'eliminazione dei prodotti di ossidazione, oltre ad esercitare un effetto energetico su neuroni e fibre muscolari. Si è visto, in pazienti con sindrome del tunnel carpale da lieve a moderato, che 4 mesi di trattamento con LAC sono sufficienti per esercitare un effetto neuroprotettivo. Inoltre, la LAC riduce il dolore, un risultato che è probabilmente dovuto sia alla sua proprietà neuroprotettiva che alla sua azione anti-nocicettiva, agisce infatti sul meccanismo fisiologico responsabile dello stimolo algico (Cruccu G, Di Stefano G, et al. L-Acetyl-carnitine in Patients with Carpal Tunnel Syndrome: Effects on Nerve Protection, Hand Function and Pain. CNS Drugs (2017) 31:1103–1111).

 

Si è inoltre visto che la LAC esercita un effetto neuroprotettivo non solo su questa, ma anche su altri tipi di neuropatia periferica. Studi hanno dimostrato l'azione centrale di questa sostanza nei modelli sperimentali del dolore, sia neuropatico che infiammatorio. Nel corso del periodo di trattamento di 4 mesi, tutti i tipi di dolore sono diminuiti in modo significativo, con l'eccezione del dolore “lancinante”. La dimensione dell'effetto variava dal 38% al 56%, con il massimo sollievo per il dolore causato dalla pressione.

Non solo neuprotezione
Come si è visto, l’acetilcarnitina induce effetti neuroprotettivi, neurotrofici e analgesici a livello del Sistema Nervoso Centrale e Periferico, rappresenta quindi una valida opzione terapeutica nelle neuropatie periferiche. L'effetto della LAC sul dolore neuropatico è stato ben studiato, anche nelle neuropatie diabetiche, da compressione e associate all’uso di agenti chemioterapici. Analisi statistiche hanno evidenziato la riduzione del dolore, il miglioramento della funzione nervosa e l’aumento del trofismo neuronale. Alcuni dati hanno inoltre dimostrato aumento dei cluster di fibre nervose rigenerate. Si è inoltre dimostrata efficace nel declino cognitivo lieve e nelle fasi precoci della malattia di Alzheimer. I vantaggi dovuti all’assunzione della LAC sono stati osservati nella prima valutazione a 3 mesi e sono aumentati nel corso del tempo. Questo principio attivo ha anche un'azione antidepressiva in pazienti anziani con disturbo distimico. 



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