Farina potenziata per ridurre i difetti alla nascita

 
 

Fortificare la farina con acido folico potrebbe immediatamente prevenire ogni anno 57.000 difetti alla nascita, responsabili di danni al cervello e alla colonna vertebrale. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato su Birth Defects Research. Il gruppo di ricerca ha valutato i casi di difetti alla nascita in 71 Paesi in cui la fortificazione alimentare NON è una strategia attualmente in atto (per esempio in Italia). Si tratta di problemi di salute gravi ma evitabili, particolarmente sentiti in alcune aree del mondo: nella sola Cina sono stati rilevati oltre 13.000 casi di anencefalia e di spina bifida prevenibili con acido folico, all’anno.

Si tratta di un intervento semplice da attuare, ma dal forte impatto nel ridurre i numerosi casi di invalidità e morte. Va sottolineato infatti che 57.000 casi è una stima che riguarda un arco temporale limitato a solo un anno. Secondo i ricercatori, se la fortificazione viene mantenuta nel tempo, in 20 anni ciò significherebbe oltre 1 milione di bambini in meno con gravi difetti alla nascita. Secondo un altro studio condotto dal Governo USA per il proprio territorio e pubblicato sulla stessa rivista, la fortificazione con acido folico può prevenire circa la metà dei casi di difetti del tubo neurale in un Paese in cui, precisano i ricercatori, la percentuale di questa patologia che può essere prevenibile dai folati naturali è del 50-60% dei casi.

L’acido folico e i folati

È importante distinguere tra acido folico e folati. Questi ultimi sono composti naturalmente presenti negli alimenti, mentre l’acido folico è la molecola presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine. I folati devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo li produce solo in quantità molto limitate. Fortificare la farina di frumento con acido folico fornisce questa vitamina essenziale attraverso cibi comunemente consumati come pane e pasta.

Acido folico e folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il DNA, l’RNA e le proteine. Sono essenziali, quindi, per tutte le cellule che nel nostro organismo che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi.

Il Ministero della Salute mette in guardia: una carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, una malformazione del midollo spinale, anencefalia, mancanza di parte del cervello, e encefalocele, cioè la protrusione di tessuto nervoso e meningi attraverso un difetto del cranio) ed altre malformazioni, in particolare alcuni difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti. Secondo il sistema di sorveglianza europeo delle anomalie congenite EUROCAT (European surveillance of congenital anomalies) ci sono, in media, 20 casi di malformazioni congenite ogni 1.000 nati.

Un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, può contribuire a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite, ma la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è necessario integrare la dieta con integratori di acido folico.
 



 

Se si programma una gravidanza

Numerosi studi hanno dimostrato che la supplementazione di acido folico durante la gravidanza è efficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale permettendo una riduzione del rischio anche fino al 70%.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che le donne, durante la gravidanza e nei mesi che immediatamente la precedono, assumano quotidianamente 400 microgrammi di acido folico. Questo allo scopo di ridurre il rischio che il feto sia colpito da difetti del tubo neurale come spina bifida o anencefalia. Ma questo spesso non accade con l’alimentazione e solo il 30% delle donne, nel mondo, prende integratori per sopperire a questa carenza. Di qui la scelta – finora fatta da 81 Paesi tra cui Cile, Sudafrica e Stati Uniti (ma non in Italia) – di aggiungere acido folico alla farina di frumento.

Le ricerche sottolineano che, se le donne avessero più acido folico prima del concepimento e nei primi 28 giorni di gravidanza, si sarebbero potuti evitare centinaia di migliaia di casi di bimbi nati con spina bifida o anencefalia.

Il Ministero della Salute raccomanda, in particolare, diverse supplementazioni a seconda della situazione.

  • Prima di una gravidanza: per ridurre il rischio di malformazioni congenite come spina bifida, anencefalia e encefalocele, è necessario che la donna assuma 0,4 mg/die di acido folico, sotto forma di supplementi, mentre sta programmando una gravidanza (almeno 1 mese prima).
  • Durante la gravidanza: il fabbisogno giornaliero di folati aumenta per la donna in gravidanza a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo. Pertanto l’assunzione di acido folico deve continuare almeno fino al terzo mese di gestazione.
  • Durante l’allattamento: il fabbisogno giornaliero per una mamma che allatta è di 0,5 mg di folati, per ripristinare le perdite che avvengono con il latte materno.
  • In condizioni di rischio: le donne con precedenti gravidanze in cui sono stati riscontrati difetti del tubo neurale (come spina bifida, anencefalia e encefalocele) oppure con storia familiare di malformazioni congenite, donne in terapia con farmaci antiepilettici o con antagonisti dell’acido folico, donne con aborti ripetuti o con particolari malattie quali diabete, celiachia e patologie gastrointestinali, dovrebbero aumentare sino a 4-5 mg al giorno il dosaggio di acido folico peri-concezionale. In questi casi è opportuno che la donna consulti il medico curante o il ginecologo per definire i dosaggi più appropriati.


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