Inulina: un prebiotico per abbassare i livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia

 
 

Non è mai abbastanza sottolineare come il controllo della glicemia sia d’aiuto nella prevenzione del diabete, così come mantenere livelli di colesterolo e trigliceridi corretti riducano il rischio di malattie cardiovascolari, come ipertensione, infarto e ictus. Per combattere gli eccessi di grassi e zuccheri nel sangue – all’origine di patologie quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e iperglicemia – l’assunzione regolare di una combinazione di prebiotici, probiotici e fermenti lattici può essere raccomandabile. Si tratta di microrganismi di diversa natura che risiedono nel tratto gastrointestinale e, mantenendo l’equilibrio della flora batterica, contribuiscono alla buona salute dell’intestino e più in generale dell’organismo. All’inulina, in particolare, vengono attribuite attività metaboliche utili per ridurre grassi e zuccheri, specie se in combinazione con altri frutto-oligosaccaridi ed elementi come lattoferrina e fermenti lattici vivi.

 

Che cos’è l’inulina e come agisce?

Estratta prevalentemente dalla radice di cicoria – ma anche dal topinanbur, dal tartufo bianco e dai tuberi di dalia – l’inulina viene impiegata in ambito nutrizionale come prebiotico, un componente alimentare non digeribile in grado di stimolare la proliferazione del microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi benefici che popolano l’apparato gastrointestinale, ostacolando la crescita di microrganismi patogeni. Numerosi studi clinici confermano che l’inulina arriva inalterata nel grosso intestino, dove viene fermentata dalla flora intestinale, in particolare dai bifidobatteri, con la conseguente formazione di acidi grassi a catena corta. Il rilascio metabolico di questi acidi grassi tende a ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo, a migliorare il controllo della glicemia e a modulare la concentrazione di grassi nel sangue con un’azione che si esercita prevalentemente sul colesterolo nei soggetti ipercolesterolemici, mentre nei soggetti normocolesterolemici è prevalente sui trigliceridi.

 

Supplementare a volte è indispensabile

L’apporto quotidiano di inulina tramite una dieta adeguata si aggira tra i 3 e i 10 grammi. Se i vegetariani difficilmente necessitano di ricorrere alla supplementazione, dal momento che questo oligosaccaride è contenuto principalmente nelle verdure, potrebbero invece trarne utilità le persone che seguono un’alimentazione povera di vegetali. È raccomandata l’assunzione, inoltre, anche nei casi di disordini gastrintestinali, che influiscono negativamente sulla funzionalità della flora batterica intestinale dove questo elemento viene fermentato e trasformato. Oggi disponibile in flaconi o bustine, l’inulina non presenta controindicazioni se assunta nelle dosi corrette e può essere somministrata anche in gravidanza, durante l’allattamento e ai bambini a partire da 1 anno di età. Tuttavia, si raccomanda sempre di rivolgersi al proprio medico di fiducia per stabilirne effettiva utilità e dosi.



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