La diarrea nei bimbi: diamo i numeri

 
 

 

Sono circa 1 miliardo all’anno gli episodi di gastroenterite acuta infettiva che colpiscono i bambini sotto i cinque anni nel mondo. Tra i sintomi più comuni, la diarrea acuta (caratterizzata da almeno tre scariche in un giorno), che si manifesta come risultato dell'esposizione a un agente patogeno, in genere virus, batteri o parassiti, responsabile di alterare l'assorbimento intestinale e/o la secrezione, determinando un aumento del volume d'acqua nel colon che non può essere assorbito. La diarrea infatti si verifica quasi sempre con almeno uno dei seguenti quattro meccanismi nell'intestino: alterazione delle forze osmotiche, aumento dei normali processi secretori, distruzione delle cellule epiteliali o delle giunzioni strette epiteliali, o disturbi della motilità.
 
Tra i virus i più frequenti sono rotavirus, norovirus, adenovirus e cytomegalovirus.
Il primo di questi è responsabile della forma di gastroenterite più grave e comune, che colpisce i bambini sotto i cinque anni. Solo in Italia si stima che sia causa di circa 300.000 casi di gastroenterite l’anno. In particolare nei più piccoli (tra i 6 e i 24 mesi) il virus può causare diarrea severa e disidratazione. Secondo dati pubblicati su Eurosurveillance, sono due milioni i bambini ospedalizzati per una infezione da rotavirus ogni anno in tutto il mondo. Si stima che globalmente sia responsabile di almeno il 20% delle morti per diarrea negli under cinque. Va però sottolineato che in Italia difficilmente questa infezione è così pericolosa, anche se non deve essere mai sottovalutata. Il virus si presenta con picchi di incidenza stagionale che, alle nostre latitudini, si verificano nel periodo invernale tra novembre e marzo. A differenza di altre patologie, essersi ammalati una volta non protegge da infezioni future, anche se, con la crescita, esse si presentano in modo sempre più lieve.
 
Tra i batteri , numerosi sono cause di gastroenterite, tra questi salmonella e escherichia coli.
La Salmonella è uno dei batteri più comunemente diffusi tra i responsabili di tossinfezione alimentare. Si trova negli intestini di rettili, uccelli e mammiferi, quindi attenzione all’igiene maneggiando le uova. I sintomi della salmonellosi sono diarrea, vomito e crampi addominali.
 
I ceppi di Escherichia coli producono una potente tossina responsabile nell’uomo di malattie anche importanti. L’infezione si trasmette attraverso l’ingestione di alimenti o acqua contaminati o per contatto diretto con gli animali. A rischio la carne cruda o poco cotta, il latte non pastorizzato, formaggi e altri derivati a base di latte non pastorizzato. Anche i vegetali (frutta, ortaggi e germogli) e i succhi freschi possono veicolare l’infezione, come dimostrato dalle numerose epidemie legate a questi tipi di alimento (spinaci, lattuga, germogli alfa-alfa). Questo batterio può essere passato anche da persona a persona (contaminazione oro-fecale), tramite contatto stretto. Tipiche le situazioni di contagio nell’ambito familiare, di asili, scuole e comunità in genere. La difesa, anche qui, è l’igiene.
 

La diarrea nel lattante, cause non infettive
Il neonato deve essere sempre controllato con attenzione. Però prima di allarmarsi bisogna essere consapevoli di alcune peculiarità legate alla tenera età. Innanzitutto nel lattante è normale avere frequenti evacuazioni, anche 4-6 volte al giorno. In caso di allattamento al seno, in particolare, esse sono frequenti e con feci schiumose, specialmente se il bimbo non riceve cibi solidi. In caso di improvvisa comparsa di diarrea, va tenuto a mente che le cause possono anche non essere infettive. In caso di una sintomatologia lieve e prolungata o ricorrente per settimane o mesi si possono sospettare condizioni patologiche compresa la celiachia, l’intolleranza ai carboidrati e le allergie. Nella celiachia il malassorbimento è causa di emissione di feci abbondanti e maleodoranti. Il medico saprà indicare come comportarsi, ma il primo passo in caso di sospetto è quello di eliminare i cereali e gli alimenti contenenti glutine. Una intolleranza non rara è quella al lattosio, in genere dovuto alla mancanza di un enzima chiamato lattasi in grado di digerirlo. Il miglioramento dopo l’esclusione dalla dieta del lattosio o l’utilizzo di latte privo di lattosio può confermare il sospetto. Anche in questo caso il medico potrà effettuare una diagnosi e fornire una dieta adatta. La diarrea può sottendere anche delle reazioni allergiche . In questo caso spesso è associata con vomito e sangue nelle feci. Il ricorso al medico curante in questo caso è più che consigliato.

 



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